Misteri Eleusini

I sacerdoti eleusini insegnavano la dottrina esoterica che avevano appreso da quei coloni greci, venuti dall’Egitto da dove avevano appreso il culto della grande Iside.

La madre universale, o Demetra, perpetrò nella baia di Eleusi quanto appreso dagli antenati, ed Eleusi rimase un centro di iniziazione.

Demetra e sua figlia Persefone presiedevano ai misteri maggiori e minori. Bisogna riconoscere comunque, che nel corso dei secoli, i sacerdoti eleusini, avevano ammantato le dottrine apprese, con tutto il fascino di tutta una mitologia piena di seduzione.

Essi seppero servirsi delle passioni terrene per esprimere concetti divini.Veniva messa a profitto l’attrzione dei sensi, il fasto delle cerimonie e la seduzione dell’arte per indurre l’anima a una vita migliore e la mente alla conoscenza delle verità trascendenti.

Il nucleo del culto eleusino è il mito di Cerere e di sua figlia Proserpina.
L’iniziazione nel suo significato più recondito, è la rappresentazione simbolica della storia dell’anima, la sua discesa nella materia, le sue sofferenze nelle tenebre dell’oblio, la sua riascesa e il suo ritorno alla vita trascendentale.

In altri termini, il dramma della caduta e della redenzione nella forma ellenistica.
E’ utile tuttavia, fare un distinguo tra le Tragedie e i Misteri. Le prime rappresentavano una serie di sentimenti che accecavano l’uomo, prostrato da un Fato implacabile.
I secondi, nel sacro enclave di Cerere, acquistavano chiarezza, il cerchio delle cose si allargava per gli iniziati, giungendo alla divina rappresentazione dell’anima, complemento e spiegazione dell’umano dramma terreno.

I Misteri Minori si celebravano a febbraio ad Agrae, vicino ad Eleusi.
Molto sinteticamente, come la maggior parte di tutti voi già saprà, gli aspiranti venivano accompagnati dal sacerdote eleusino ( che era la guida, il mediatore e interpetre dei Misteri ), fino al santuario della dèa Korè ( Persefone ). Dal Tempio, uscivano le sacerdotesse di Proserpina che accoglievano i neofiti, insieme ai quali trascorrevano molti giorni dedicati ai lavacri, ai digiuni alle preghiere e alle istruzioni.

La sera dell’ultimo giorno tutti si riunivano nel punto più segreto del bosco sacro per assistere al famoso ratto di Proserpina, mimato dalle sacerdotesse del Tempio.
Molto indegnamente e molto riassuntivamente, ricorderemo che in tale evento, veniva rappresentato il ratto di Proserpina, operato da Plutone, che la rapisce con il suo carro trainato da due neri destrieri per portarla con sè, quale regina degli Inferi, con l’appoggio di Eros…

A questo punto i Misteri Minori terminavano e i neofiti divenivano ” velati ” o ” miste “.

Avrebbero fatto ritorno alle loro occupazioni quotidiane, ma sui loro occhi era ormai sceso il velo dei misteri: un occhio interiore si era aperto nella loro mente, attraverso il quale potevano vagamente percepire un altro mondo.
I Misteri Maggiori, seguivano i Minori e si celebravano solo ogni 5 anni, nel mese di settembre ad Eleusi e duravano nove giorni.

A questo punto, non per impreparazione ma solo per mancanza dei termini adeguati per commentare un rituale altamente simbolico, articolato su più interventi ad opera dei sacerdoti, durante i quali i miste assistevano a bagliori luminosi intermittenti, cumuli di nebbia, Persefone stessa interpretata dalla sacerdotessa del Tempio. Infine lo Gerofante pronunciava la formula finale, il rito era consumato e i miste erano ormai veggenti per sempre.

In definitiva, gli iniziati imparavano che la divina Persefone, da loro veduta tra i terrori e i supplizi degli inferi, era l’immagine dell’anima umana incatenata alla materia in questa vita; o abbandonata, nell’altra, a chimere e tormenti ancor peggiori se avrà visuto schiava delle sue passioni.
La sua esistenza terrena è un espiazione, o una prova di esistenze precedenti. Ma l’anima può purificarsi con la disciplina; può rammentare e prevedere grazie agli sforzi combinati di intuizione, raziocinio e volontà, e partecipare fin da allora a quelle grandi verità di cui entrerà in pieno possesso nell’immenso aldilà.

Solo allora Persefone tornerà ad essere la pura, la luminosa, l’ineffabile Vergine, dispensatrice di amore e di letizia.
Ovviamente questo piccolo ” revival “, non rende dovuta giustizia e dimensione a quanto realmente a quel tempo accadeva, e comunque stiano le cose a proposito delle visioni di cui ho fatto cenno, il mondo antico è unanime nel sottolineare la serena esaltazione prodotta dalle rivelazioni finali di Eleusi.

Una felicità sconosciuta, una pace sovraumana scende nel cuore degli iniziati. la vita sembra vinta; l’anima liberata, concluso il terribile ciclo delle esistenze. Con limpida gioia, con ineffabile certezza, tutti venivano a trovarsi nella purezza eterea dell’anima cosmica.

Grazie alla profondità della loro dottrina sacra a allo splendore scenografico, i Misteri resistettero per tre secoli a un cristianesimo sempre più diffuso. Ad essi aderiva quella elite la quale pur non negando che quella di Gesù fosse una manifestazione di ordine divino ed eroico, non voleva obliare, come invece stava già facendo la Chiesa, l’antica scienza e la sacra dottrina.

L’editto di Teodosio troncò le cerimonie nel tempio di Eleusi, per porre fine a quel nobile culto in cui la magia dell’arte greca si era compiaciuta di incorporare le massime dottrine orfiche, pitagoriche e platoniche.

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