Iperuranio
IPERURANIO
Ogni cosa sensibile è opinione, in esse infatti non si scorge la perfezione dei concetti universali, le cose sensibili appaiono diverse da diversi punti di vista (sono opinioni) perché partecipano solo in parte alla perfezione dei concetti, in quanto le cose del mondo non sono il concetto stesso.
Esempio: esiste il concetto di grandezza, che non muta mai nel mutare di ogni cosa. Una città può partecipare nelle diverse epoche della sua storia al concetto di grandezza come a quello di piccolezza, essendo prima grande per poi ridiventare piccola, tuttavia, il concetto di grandezza in sé, non muterà mai, poiché identifica necessariamente solo uno stesso stato (non è possibile, infatti, che la grandezza sia allo stesso tempo grande e piccola).
Questo concetto che mai muta viene chiamato da Platone idea. L’idea di Platone vuole significare l’autentico apparire della verità, l’idea è la forma autentica della realtà, la sua forma certa e immutabile, quella forma di cui non si può dire per nessun motivo che sia errore e opinione.
L’idea platonica non coincide con il concetto universale di ogni cosa presente alla mente degli uomini, non è un semplice “oggetto mentale”: nella scala platonica, prima viene l’idea, immutabile e abitante una sua propria dimensione ontologica, poi viene il concetto dell’idea che si forma nella mente (il concetto è il modo in cui l’idea viene percepita), solo dopo si collocano le cose sensibili. L’idea non è il semplice concetto, è un’entità dotata di esistenza autonoma, una sorta di “oggetto” eterno che vive eternamente al di fuori della coscienza degli uomini.
Fatto salvo l’essere che non muta (l’idea), Platone sostiene quindi che l’essere sensibile (le cose del mondo), diventa una realtà intermedia tra l’essere e il non essere. Le cose sensibili, infatti, sono corruttibili, mutano, divengono, si generano e si distruggono, hanno in sé parte dell’idea immutabile di cui sono la forma sensibile e parte del loro opposto (una cosa, ad esempio, è più o meno bella in quanto parte di essa partecipa, oltre che all’idea di bellezza, anche all’idea di bruttezza).
Dunque, per ogni concetto rivelabile dall’intelletto come immutabile nella sua perpetua astrazione (l’idea in quanto concetto che si pone al di fuori della temporalità e della contingenza del mondo sensibile), esiste un’idea corrispondente, ovvero, esiste l’idea del cavallo, dell’animale, dell’uomo e di qualsiasi altro ente pensato. Queste idee, vere e proprie “matrici” eterne e perfettissime, vanno a concorrere in diversa misura alla creazione dell’ente terreno.
Ad esempio nell’ente terreno “cavallo” entrano in gioco una molteplicità di idee, ovvero l’idea del cavallo, quella dell’animale, quella di quadrupede e quella di bellezza, in parti diverse per ciascun cavallo terreno.
La maggiore o minore bellezza di un cavallo, la sua maggiore o minore purezza di razza, la sua forza, la resistenza, la velocità, dipende quindi dalla maggiore o minore partecipazione del cavallo terreno alle idee assolute e perfette di bellezza, purezza, forza, resistenza e velocità.
Questo è il meccanismo di partecipazione alle idee perfette degli enti terreni, ogni cosa terrena è opinione proprio perché partecipa in diversa misura a quelle idee assolute che mai verranno a farne parte interamente, perché questo comporterebbe che un ente terreno sia perfetto quando l’idea, cosa impossibile, perché questo non permetterebbe alle cose terrene di mutare, così come accade in realtà nel mondo sensibile. Si pensi infatti a una cosa bella. Se essa fosse bellezza pura, non parteciperebbe a nessun altra idea che non sia la bellezza assoluta, quindi non potrebbe essere altro che pura bellezza. Questo è impossibile, perché la bellezza, nel mondo sensibile, fugge via e non permane, come ogni cosa nel mondo.
Il termine Iperuranio indica letteralmente “il luogo sopra il cielo, sopra il cosmo fisico”,
ovvero un non luogo (simile a quello che Suhrawardi chiama Na Koja Abad ); in pratica, rinvia a un’immagine aspaziale e atemporale, a una dimensione squisitamente spirituale, metafisica che corrisponde a quello conosciuto come Mondo Intellegibile. Secondo la filosofia platonica esistono il Mondo Sensibile ( della materia ) e Mondo Intellegibile ( residenza dell’Intelligenza Suprema ). Avendo accennato a Suhrawardi è d’obbligo specificare che, la dimensione da lui descritta si trova in una posizione intermedia tra Mondo Sensibile e Mondo Intellegibile ( vedi articolo successivo ).